BIOGRAFIA DEL PORFIDO

Il porfido è un tipo particolare di roccia effusiva appartenente alla cosi detta "piattaforma porfirica atesina", enorme complesso di rocce vulcaniche che si estende nella regione Trentino Alto Adige. 

Queste rocce, estremamente varie e differenziate, sia per modalità di formazione, sono conseguenza di un'intensa attività vulcanica iniziata 260 milioni di anni fa nel Permiano inferiore e proseguita per molti milioni di anni in un continuo succedersi di fasi eruttive e fasi di stasi.

  Fra le varie modalità di deposizione di queste rocce, particolare importanza assumono le ignimbriti, poiché sono queste che hanno dato origine al porfido.

  Si tratta di colate di miscele liquido-gassose con spessori variabili da 5 a 10 metri e con un chimismo abbastanza costante, fino a costituire la cosiddetta unità ignimbritica, che raggiunge centinaia di metri di spessore. 

 

Il porfido attualmente coltivato è limitato ad una di queste unità ignimbritiche, classificata come ignimbrite riolotica e 
caratterizzata da fessurazione verticale e frattura di percussione molto nette, indispensabili per la lavorazione del porfido. 
Lo spessore coltivabile, data la mancata lastrificazone, varia dai 100 ai 200 metri. La composizione chimica (oltre il 70% di silice, circa il 14% di allumina, 18% di alcali e piccole percentuali di ferro, calcio e magnesio), quella mineralogica (cristalli di quarzo, di sanidino e di plagioclasi ed in misura minore di biotite e di pirosseni immersi in pasta vetrosa) e la struttura marcatamente porfirica determinano, oltre alla lastrificazione, le caratteristiche tecniche (elevato carico di rottura a compressione, elevata resistenza all'attacco di agenti chimici, elevato attrito radente e volvente) che fanno del porfido uno dei più importanti materiali da pavimentazione e da rivestimento in Europa.
 Il porfido (riolite) è una roccia magmatica che costituisce una delle ultime unità effusive del complesso vulcanico di età permiana (260 M.a.) della regione atesina. La struttura della roccia è porfirica con 35-40% (in volume) di minerali ben cristallizzati in una pasta di fondo microcristallina o vetrosa. I minerali sono, in volume ed in ordine decrescente di abbondanza: quarzo, sanidino, plagiocasio, rara biotite. La roccia non è alterata ed è naturalmente suddivisa in lastre verticali con spessore da 3 a 20cm.
Tabella riassuntiva delle caratteristiche fisiche e meccaniche del porfido
 
Composizione chimica
del porfido
(media di 17 analisi)
SiO2 74,14
TiO2 0,16
P2O2 0,08
Al2O3 13,01
Fe2O3 1,34
FeO 0,42
MnO 0,05
MgO 0,36
CaO 0,78
Na2O 2,70
K2O 4,69
H2O 0,62
P.C. 1.93

 

Carico di rottura a compressione Mpa
kg/cm²
175
1750
(2)
Carico di rottura a compressione
dopo gelività
Mpa
kg/cm²
211
2110
(2)
Coefficiente di inibizione (in peso) °/00 4,0
Resistenza a flessione Mpa
kg/cm²
28,2
282
Prova di rottura all'urto kg cm 57
Coefficiente di dilatazione
lineare termica
mm/(m °C) x 10 6.9
Usura per attrito radente mm 0,84
Modulo di elasticità normale:
modulo elastico medio (EM)

Modulo di elasticità normale:
modulo elastico secante (ES)

Gpa


Gpa

57,9


58,0

Microdurezza Knoop Mpa 3240

Note:

  1. Tutte le prove sono state eseguite in accordo con le seguenti norme: dilatazione termica lineare: NORMAL; determinazione della resistenza all'abrasione: RD2234, 1939; tutte le altre determinazioni: UNI 9724.
  2. Determinazioni eseguite normalmente al piano delle lastre.